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mercoledì 28 ottobre 2009

La Famiglia Bellandi e i prodotti della ANTICA NORCINERIA


Siamo in Garfagnana. Terra di tanti prodotti di eccellenza. Il nome di questi salumi, un nome che profuma di storia, di tradizione, non è stato scelto a caso, e giustamente vuol ricordare una cultura, ed una sapienza che vengono da lontano. Era infatti il 1945 quando Bruno Bellandi, assieme al figlio Elso, inizia la,sua attività commerciale nel settore dei salumi. La guerra era appena finita e gli unici ad avere mercato erano i prodotti poveri, come lardo, la salsiccia e la soppressata. Anche mezzi di locomozione utilizzati erano lo specchio di quell'epoca: fino al 1947 tutte le consegne venivano effettuate con la bicicletta, che lascerà poi il posto al sidecar. Per la prima automobile si deve attendere il 1949, anno in cui fa la sua comparsa in azienda una Balilla adattata a furgone. Nel 1951 è la volta di una Ardea.
L'attività nel corso degli anni è in continua Crescita Dai piccolo garage presso la stazione ferroviaria in cui tutto è cominciato, nel 1973 alla costruzione di un magazzino di 400 metri quadrati. E` questo l'anno in cui l'azienda ha la sua svolta più decisiva. Nel nuovo stabile entra in funzione un laboratorio artigianale di trasformazione di carne suina. A continuare la tradizione della famiglia, nello stesso anno si affianca come collaboratore il figlio Rolando. Da questo momento, al continuo ampliamento della clientela, l'azienda risponde con una costante ricerca tesa ad offrire prodotti sempre più, specializzati. Nasce così la linea "Antica .Norcineria" che oggi vede i salumi prodotti nel nuovo laboratorio. Le tecniche ed i macchinari all'avanguardia non hanno però fatto dimenticare le tradizioni della Garfagnana. Sapienza antica e lavorazioni moderne infatti, hanno il comune scopo di garantire l'assoluta-genuinità di questi salumi, prodotti solo con le parti migliori di carni fresche suine. La loro distribuzione è oggi effettuata utilizzando esclusivamente automezzi con celle frigorifere, al fine di mantenerne inalterate la freschezza e la bontà.

Un prodottp: il prosciutto:
Il prosciutto bazzone ha origini produttive di fine ottocento, quando famiglie contadine della Media Valle del Serchio e Garfagnana macellavano maiali ad un peso di 200 kg ottenendo così cosce di circa 18 kg. Il processo produttivo di allora prevedeva che questi prosciutti, di peso elevato e di una particolare forma allungata, venissero collocati assieme ad altre parti del maiale ( pancetta, lardo, gota) dentro una vasca di pietra (pozza) con l'aggiunta di sale, aglio, spezie e vino. Il prosciutto Bazzone prodotto attualmente pesa mediamente 13- 15 kg a seconda della stagionatura; si presenta con una forma tipica molto allungata e con uno scalino di circa 4-5 cm. lungo tutto il bordo (bazza), da cui deriva il nome. La superficie esterna è uniformemente ricoperta di grani di pepe. La carne è generalmente di colore rosso intenso e può presentare piccole infiltrazioni di grasso che conferiscono un gusto piuttosto riconoscibile ma delicato.
Dopo la rifilatura, vengono sistemati in gruppi di 5-6 dentro una vasca di pietra di Cardoso con l'aggiunta di sale, pepe, spezie, alloro, aglio e rosmarino. Dopo circa 45 giorni, i prosciutti vengono tolti dalle vasche, scossi dal sale in eccesso e, se necessario, viene rinnovata la salamoia che si è formata dal contatto dei prosciutti con sale e aromi; quindi si rimettono nelle vasche per altri 45 giorni. Trascorso questo periodo, i prosciutti vengono tolti dalle vasche, di nuovo lavati e messi ad asciugare in celle adatte con temperatura e umidità controllate. Un tempo, nelle famiglie contadine, l'asciugatura avveniva davanti al camino. Dopo circa 10 giorni, una volta asciugato, viene completamente rivestito da una camicia composta prevalentemente da pepe, poco aglio e spezie. La successiva stagionatura avviene appendendo il prosciutto al soffitto di locali adeguatamente areati o in cantine buie per un periodo che varia da 1 a 2 anni. Durante questo periodo, vengono fatti molti controlli alla camicia esterna, sia visivi che manuali. Trascorso il periodo di stagionatura il Prosciutto Bazzone è pronto per il consumo.

L'ANTICA NORCINERIA SRLVia Rinascimento, 655053 GhivizzanoCoreglia Antelminelli (Lu)tel. 0583/77008

info@anticanorcineria.it

http://www.anticanorcineria.it/

domenica 25 ottobre 2009

L'Associazione Castanicoltori della Garfagnana


Abbiamo incontrato Giovanbattista Terni, un tipo piuttosto interessante, che ha presentato diversi prodotti ottenuti con l’utilizzo di un prodotto principe di queste zone, la castagna, e l’organizzazione che segue la filiera. L'Associazione Castanicoltori della Garfagnana è un'associazione no-profit costituitasi nel marzo 1998 per promuovere la castanicoltura. Il recupero di questo tipo di attività, a parere di quanti aderiscono, ha innumerevoli vantaggi, tra i quali:
- Contribuisce a rivitalizzare l'economia di montagna in quanto fonte di integrazione del reddito;
- Contribuisce a mantenere in buono stato il paesaggio e a ridurre il rischio di frane e smottamenti;
- Consente il recupero e il mantenimento non solo del patrimonio architettonico rurale (mulini e metati) ma anche delle tradizioni e della cultura;
- Favorisce lo sviluppo di attività di filiera (produzione, trasformazione e commercializzazione) in stretto collegamento con le altre attività del territorio (agriturismo, artigianato...) e quindi ha riflessi positivi sull'occupazione.
Queste in sintesi le premesse per il cammino lungo, e certamente non privo di ostacoli, intrapreso dall'Associazione e allo stesso modo linee guida per l'attività che la stessa Associazione intraprende sul territorio.
Importante è la Farina di Castagne prodotta nel rispetto del disciplinare della "Farina di Neccio della Garfagnana" DOP. Di notevole importanza, è il nome conferito a questa farina, in quanto con questo termine di origine locale, 'NECCIO', si vuole evidenziare il profondo legame con il territorio, con la storia e con il metodo tradizionale di lavorazione.
Le castagne vengono raccolte a mano, essiccate per quaranta giorni nei metati (strutture in legno e pietra) dove il fuoco viene alimentato esclusivamente con legna di castagno. Dopo un'accurata selezione manuale le castagne secche vengono macinate nei mulini a pietra della zona. Questo tipo di lavorazione così lenta e laboriosa, garantisce l'elevata qualità ed è per questo che la "Farina di Neccio della Garfagnana DOP" è disponibile solo dopo il 1° dicembre
Diverse sono le cultivar di castagne presenti in Garfagnana; ciò è dovuto al variare dei terreni, delle altitudini, e delle esposizioni essendo questo territorio una lunga vallata incastonata fra le pendici di due catene montuose quali: a sinistra l'Appennino Tosco-Emiliano e a destra le Alpi Apuane, con dislivelli dei castagneti che variano conseguentemente dai 150 ai 1200 m. sul livello del mare.
Organizzazione benemerita e socialmente utilissima, quindi, e prodotti buoni al palato e di qualità superiore, quali la birra, un liquore, la pasta, i biscotti.

Associazione Castanicoltori della Garfagnana
Sede Sociale: via della Stazione, 12
55032 - Castelnuovo Garfagnana (LU)
tel e fax 0583-641498
http://www.associazionecastanicoltori.it/

lunedì 19 ottobre 2009

Petrognola, un birrificio che deriva da un sogno


Le birre della Petrognola sono nate dall'amore per la Garfagnana, un territorio bellissimo, per la sua natura, per i suoi paesaggi e soprattutto per i suoi prodotti.
Uno fra i più conosciuti ed apprezzati è il farro, riconosciuto nella sua qualità dall'Unione Europea che lo ha marchiato I.G.P. (Indicazione Geografica Protetta)
Roberto Giannarelli dice che, vivendo in questa meravigliosa e poetica terra, culla del farro, ha pensato di utilizzare questo cereale per produrre le sue birre.
Tutto questo è dovuto sinceramente alla passione ed all'amore per certe cose, che se dovesse spiegarlo con parole chiare non ne sarebbe in grado, ma sa con certezza che sono scaturite dall'interno di sè stesso.
“Spero di trasmettere al meglio con queste birre ciò che provo ogni volta che le produco". In realtà il suo era un sogno messo in un cassetto, che poco a poco è riuscito a realizzare.
Il farro è il capostipite di tutti i frumenti oggi conosciuti, compresi il grano tenero e il grano duro, la sua coltivazione documentata risale al 7000 a.C. in Siria e Mesopotamia, dove veniva utilizzato per la preparazione di polenta e focacce.
Il farro è stato l'alimento base degli Assiri, degli Egizi e di tutti i popoli antichi del Medio Oriente e del Nord Africa: con la farina di farro i Romani preparavano la puls, una polenta morbida di cui si cibavano i soldati e le plebi. Con la comparsa del grano, il farro ha subito un "momento di crisi", ma non in Garfagnana dove è stato sempre coltivato e tutt'oggi è brillato negli antichi mulini a pietra.
Il farro della Garfagnana che ha ottenuto dall'unione Europea il riconoscimento dell'indicazione geografica protetta (IGP) nel 1996, deve essere coltivato su terreni idonei, poveri di elementi nutritivi, in una fascia altimetrica fra i 300 e 1000m s.l.m.
La produzione di farro della Garfagnana, secondo la normale consuetudine della zona, deve avvenire senza l'impiego di concimi chimici, fitofarmaci e diserbanti: data l'elevata rusticità della pianta, il farro coltivato con la tecnica tradizionale risulta di fatto un prodotto biologico.
La raccolta del farro avviene in estate, con le normali mietitrebbiatrici da grano. Il legame geografico del farro con la Garfagnana forma un binomio inscindibile e presenta requisiti peculiari tali da renderlo perfettamente distinguibile rispetto al farro prodotto in altre zone.
Il farro della Garfagnana è stato riscoperto oggi per le sue eccellenti proprietà dietetiche e per le sue fibre benefiche per l'apparato digerente.
Il birrificio La Petrognola, utilizza questo pregiato farro al fine di produrre una birra completamente artigianale.
Tutto nacque nel 2002 in un piccolissimo paese dal nome Petrognola, a pochissimi minuti da Piazza a Serchio.
A quel tempo la birra veniva fatta in un grosso paiolo e il consumo era riservato ai soli fortunati amici, che subito ne apprezzarono il sapore.
Pochi mesi dopo la sua nascita ecco la prestigiosa ribalta del Salone del Gusto di Torino, con la birra, ad accompagnare le specialità alimentari garfagnine.
Dal successo ottenuto, all'interno di una ex-stalla, nacque il piccolo birrificio che tutt'oggi produce, per esempio, due tipologie di birra al farro: la nera e l'ambrata.
Nel 2006 questa birra è stata premiata dall'UnionBirrai come "Miglior Birra Artigianale dell'anno" nella categoria birre prodotte con altri cereali.

http://www.lapetrognola.com/
Birrificio La Petrognola
Via Felice, 1
55035 Piazza al Serchio LU